domenica 20 giugno 2010

Austrian Open di Grappling: la battaglia di Dornbirn



La trasferta austriaca di Alberto ed Andrea, si è trasformata in una lunga battaglia, iniziata alle 10.30 e terminata solo dopo le 18.00.
Ben presto si apprenderà che il torneo sarà molto duro. Entrambi i nostri partecipano alla gara "Avanzati", che raggruppa i migliori che, si sa, sono sempre anche i meno numerosi.
Ecco quindi che comincia una lunga teoria di accorpamenti.
Nel GI si raggrupperanno 65-70-75, dopo che Alberto ha fatto sauna per rientrare nel peso la sera prima.
Ad Andrea va anche peggio. Si trova, negli 80 kg, riunito con i 90-110 e Open.
E sono tutti i migliori.
Ma i nostri non si faranno comunque intimidire e daranno vita ad incontri di livello, aggiudicandosi rispettivamente (nell'ambito del raggruppamento), la cat 65 kg e quella 80 kg.
Da ricordare: Alberto batte un 75 kg e, pur perdendo con un altro 75 kg per 2-0, chiude un footlock a pochi secondi dalla fine. L'avversario non batte, infortunandosi quindi in maniera grave.
Andrea invece trova, tra gli altri, una cintura marrone di ottimo livello (di 90 kg) ed un judoka di almeno 11o kg, con un repertorio ed una resistenza straordinarie (almeno 110 kg).
Alle 14.30, dopo un break di un'ora, si riprende con il NO-GI ed, ancora, accorpamenti.
Alberto si trova inserito assieme ai 70 kg. Andrea va con i 75.
Alberto, tra l'altro, batte uno svizzero nettamente e finalizza un tedesco con un triangolo e, anche in questo caso, vince la categoria fino a 65 kg. Andrea si aggiudica anch'egli la sua categoria, ma, soprattutto, se la gioca perdendo ai punti con Andrea Lavaggi e Mirko Ercole, due tra i migliori lottatori italiani della categoria.
In totale Alberto chiuderà la giornata con 8 lotte, mentre Andrea ne avrà sostenute 10.
Nel NO-GI oro ad Alberto nei 65 ed argento ad Andrea negli 80, cat. Avanzati.
Grande esperienza. Bravi, ragazzi!

venerdì 18 giugno 2010

Risultati allenamenti Martedì e Venerdì

 
Abbiamo aperto, a tutti, la possibilità di allenarsi, oltre ai regolari corsi settimanali, anche il Martedì ed il Venerdì.
Nonostante il periodo ormai estivo, la concomitanza dei Mondiali di calcio e gli esami di fine anno, l'iniziativa ha avuto un bel successo.
Molti praticanti, soprattutto del Jiu Jitsu, stanno specializzandosi anche nei colpi, sperimentando anche qualche sessione di sparring, in attesa di misurarsi in maniera più intensiva, già a partire dalle prossime settimane.
Durante queste sessioni, è possibile allenarsi liberamente. L'impostazione principale è dedicata appunto allo striking, anche se partecipano ragazzi che si fanno un paio di riprese di sacco e corda, così come qualche lottatore che vuole affinare la propria tecnica, con o senza GI.
Per qualcuno, a brevissimo, sarà il momento di cimentarsi, nello specifico, nella parte relativa alle MMA, in previsione del debutto entro l'Autunno.
Le classi sono aperte a TUTTI e TUTTI verranno seguiti con la medesima attenzione, sebbene siano particolarmente indicate per chi voglia orientarsi verso l'agonismo.
Ricordo a tutti che l'ingresso per le lezioni del Mar-Ven è di soli 2 Euro, l'ingresso è a partire dalle ore 19, accordandosi con me.

mercoledì 16 giugno 2010

Renzo Gracie, una delle icone del Jiu Jitsu

Renzo Gracie, nato l'11 Marzo 1967, è uno dei nomi leggendari del Jiu Jitsu, nonchè uno dei migliori esponenti di questa disciplina, in senso assoluto.
E' cintura nera di Carlos Gracie Jr (il celebre Carlinhos Gracie).
Come Maestro, Renzo Gracie ha allevato una pletora di fuoriclasse (Rodrigo Gracie, Ricardio Almeida ,Matt Serra, Sean Alvarez) ed ha curato parte del Jiu Jitsu del Campione UFC dei Welters Georges Saint Pierre.
Ha combattuto a lungo nelle MMA, in Giappone e negli Stati Uniti.
In questi due video lo vediamo fare sparring con il fratello Ryan Gracie, classe 1974, scomparso nel Dicembre 2007, presso l'Accademia di Renzo, a New York.





Allenamento funzionale per gli Sport da Combattimento


Il giorno 26 Giugno, presso la nostra Accademia, a partire dalle 10.30, avremo ospite Giuseppe Prencipe, Personal Trainer con grande esperienza nella preparazion atletica.
Giuseppe è laureato in Scienze Motorie ed ha, tra l'altro, combattuto nella Muay Thai, per cui può assicurare competenza nello specifico settore degli Sport da Combattimento.
Scopo dell'incontro, che avrà la durata di non più di 90 min, sarà quello di illustrare i moderni metodi di allenamento per la preparazione atletica, nonchè l'utilizzo di kettlebels e di strumenti funzionali, il tutto spiegato e corredato da esempi pratici.
L'appuntameno è aperto a chiunque sia interessato all'allenamento funzionale per gli sport da combattimento.
Troverete questo incontro menzionato nella sezione dedicata a  Stages ed Appuntamenti, a destra. 

martedì 15 giugno 2010

Marcelo Brigadeiro in azione

Marcelo Brigadeiro è un lottatore brasiliano di Luta Livre, attualmente assunto presso il Team Kaobon di Liverpool, per seguire la preparazione di alcuni fighters di MMA inglesi, (qwualcuno combatte nello UFC) ,oltre che per tenere i suoi corsi regolari.
Marcelo è cintura nera di Luta Livre, disciplina che si pratica esclusivamente senza GI ed ha vinto moltissimi tornei di Submission Wrestling nei quali si può finalizzare senza alcuna restrizione.
Tra questi, il Brazilian National Championship of Submission, e sette volte il Rio de Janeiro State Championship of Submission (il più duro torneo di Submission Wrestling in Brasile)

Date un'occhiata qui, eppoi leggete in fondo:






Marcelo Brigadeiro sarà ospite da noi.. Manca ancora del tempo, ma sicuramente l'appuntamento è da segnare in agenda: 04.12.2010, Accademia Kama. Ne riparleremo.


domenica 13 giugno 2010

Stage con Rogerio Olegario: tecnica e..l'ora delle promozioni

Il Maestro Rogerio Olegario ha fornito un seminario di altissimo livello tecnico, sia nella giornata dedicata al GI, sia a quella dedicata al NO-GI.
Tecniche molto innovative e moderne, combinate con movimenti propri della scuola Olegario.
Ma è stato anche il momento delle promozioni alla cintura superiore.
Il sottoscritto ha ottenuto la cintura marrone. Agli altri qualsiasi considerazione.
Alberto ha ottenuto la cintura azzurra, dopo 3 anni di allenamenti e risultati, sia con che senza gi. Ha pazientato ed intanto ha frullato vittorie, mantenendo sempre lealtà e correttezza.
Andrea ha anch'egli guadagnato la cintura azzurra (risultato ottenuto in  otto mesi), dopo essere stato imbattuto in tutti i tornei di Bjj ed aver lottato sempre con i migliori anche nel Grappling.
Matteo è passato alla cintura colorata, mostrando miglioramenti costanti, dopo due anni di pratica costante,  con lealtà, sempre presente a tutti gli appuntamenti e competitivo nelle gare che ha sostenuto.
Salvatore, cintura nera II dan di Judo, dopo 30 anni di questa disciplina, ha deciso di  aderire ai nostri corsi, lottando sempre con tutti e mettendo a disposizione del gruppo la sua immensa conoscenza tjudoistica.
Complimenti a tutti ed un grande abbraccio a tutti i giovanissimi praticanti che hanno partecipato a questo appuntamento.

Tutti i colorati

giovedì 10 giugno 2010

NGT4: Jonatas Novaes vs Nilson Lopes, finale Grand Prix 77 kg


NGT (New Generation Tournament), nella quarta edizione del Marzo 2008, tra gli altri incontri, vide lo svolgimento di un torneo tra quattro fighters fino a 77 kg.
Nel primo turno la cintura nera di BJJ Jonatas Novaes, finalizzò Oleg Tokinov, proveniente dal Sambo, con una leva al braccio.
Nilson Lopes, dal canto suo, liquidò, allo stesso modo, il gallese Kevin Reed (uno striker).
La finale si disputò quindi tra Jonatas Novaes e Nilson Lopes. Quel match avrebbe regalato alla platea momenti di Jiu Jitsu di livello assoluto.
Dopo un takedown di Novaes, Lopes piazzò un velocissimo armbar dalla guardia, da cui Novaes si salvò miracolosamente. L'armbar venne "trasformato" in omoplata ed anche in questa circostanza Novaes, riuscì a controllare la tecnica dell'avversario, che rimase sollevato da terra per diversi secondi, senza che il suo connazionale lo scaraventasse al suolo (cosa che avrebbe potuto fare).
Il match proseguì ancora al suolo, sempre con contenuti tecnici altissimi. 
L'epilogo fu quando Novaes riusci a prendere la schiena, dopo aver colpito duro in Ground and Pound. Da lì piazzò lo strangolamento definitivo.
Novaes ha recentemente combattuto nello Strikeforce, negli Usa, dove vive e si allena da un paio di anni.




Royce Gracie: la rivoluzione nelle Arti Marziali



Ho avuto la fortuna di conoscere Royce Gracie in due occasioni, nel 2003 e nel 2004, in occasione di due grandi seminari che ho organizzato qui a Milano.

Criticato, amato, detestato, Royce Gracie è, comunque sia, l'uomo che ha permesso al mondo di conoscere il Brazilian Jiu Jitsu, aprendo gli occhi a chi fino al giorno prima credeva che un match iniziasse e finisse in piedi.

Tutto stravolto: Royce Gracie, un uomo di 80 kg, fu in grado di battere uomini pesanti 30-40 kg più di lui, provenienti da tutte le Arti Marziali e Sport da Combattimento.
Come? Battendoli al suolo. Le regole? Nessun limite di tempo e tutti i colpi leciti. All'interno di una gabbia.

Questo video riassume la rivoluzione del 1993.




mercoledì 9 giugno 2010

Samart Payakaroon: una leggenda della Muay Thai e della Boxe


 
Samart Payakaroon, nato il 5 Dicembre 1962, è probabilmente un dei fighters di Muay Thai di tutti i tempi.
Iniziata la pratica a 11 anni, Payakaroon ha combattuto fino al 1981 in questa disciplina, collezionando questi titoli:

  • 105 lb Champion of Lumpinee Stadium in 1980
  • 108 lb Champion of Lumpinee Stadium in 1980
  • 115 lb Champion of Lumpinee Stadium in 1981
  • 126 lb Champion of Lumpinee Stadium in 1981

Nel 1982 decide di passare alla Boxe, cambiando guardia (diventerà guardia destra), dopo aver sempre combattuto in guardia normale nell'Arte siamese.

Nella Boxe divenne Campione del Mondo nei Supergallo WBC, battendo a sorpresa Lupe Pintor per KO alla quinta ripresa, nel Gennaio 1986 e difese il titolo contro Juan Meza, prima di essere messo KO da Jeff Fenech nel Maggio 1987. Tenterà un rientro nel 1990, senza successo.

Di seguito gli highlights della carriera del fighter thailandese.


Sambo: dalla Russia uno stile di lotta completo


«SAMozashita Bes Oruja» vale a dire «difesa personale senza armi» è la frase russa da cui deriva il nome SAMBO.
Il Sambo è considerata l’arte marziale russa, anche se, per come è stato codificato e per il suo regolamento sportivo, può essere propriamente considerato la vera lotta Internazionale per antonomasia, in cui tutti i lottatori di ogni parte del mondo possono esprimersi trovando spazio per le loro caratteristiche tecnico – tattiche.
Vista la particolare predisposizione verso le discipline da combattimento, che contraddistingue tutti i popoli delle varie regioni dell’ex URSS, nel Sambo si riscontrano anche tutti gli stili tradizionali di quelle regioni che vantano secoli di esperienza appunto nelle discipline da combattimento (praticate ora più a livello folkroristico) come la lotta mongola, la lotta turkmena, la cidaoba georgiana, il kurash, la lotta moldava etc…
Il Sambo ha un ricco bagaglio tecnico, per il combattimento ravvicinato od a distanza, con sollevamenti e proiezioni, prese dolorose, leve articolari ai gomiti, ai polsi, alle spalle, alle anche, alle ginocchia ed alle caviglie, nonché tecniche di controllo a terra e di soffocamento.
Oltre alla tecnica, il Sambo studia la preparazione fisica, grazie a metodi moderni e collaudati.
Il Sambo è uno sport completo e formativo, praticato non solo come disciplina da combattimento agonistica, come addestramento per i giovani militari e come preparazione fisica per gli adulti, ma anche come principale metodo di educazione sportiva per i ragazzi in età scolare.
Per quest’ultimi è un eccellente allenamento che rende il corpo elastico e forte; educa alla costante ricerca di un movimento preciso ed armonico favorendo un corretto sviluppo psico-motorio.
Inoltre educa all’autodisciplina, alla collaborazione ed al rispetto per gli altri.
Contrariamente a quello che può sembrare in apparenza, non spinge un ragazzino alla competizione esasperata, ma piuttosto alla ricerca del costante miglioramento di se stesso.
Considerare il Sambo solo uno sport è comunque riduttivo, sarebbe meglio dire che è un vero stile di vita.
Per trovare le radici del Sambo bisogna risalire agli anni venti, quando, presso il Distretto Militare di Mosca e la Dinamo (Centro Sportivo della Polizia), esperti lottatori furono incaricati di raccogliere le tecniche migliori da tutti gli stili di combattimento conosciuti al mondo.
L’obiettivo era quello di creare lo stile di difesa personale più efficace per l’Armata Rossa e la Polizia Segreta chiamata Cheka (che poi divenne il KGB).

I tecnici più impegnati furono Vassilj OSCHEPKOV, primo autorevole esperto russo, Victor SPIRIDONOV, primo insegnante di difesa personale della Dinamo, GALKOVSKY, SAGATELIAN, RUBANCIK, SKOLINKOV, SIDOROV, tutti studiosi degli stili di combattimento tramandati (nei territori ex URSS) dai tempi di Genghis Khan sino all’era moderna.
Va inoltre ricordato che dal 1923 Anatoly KHARLAMPIEV, insieme ad Ivan Vasilievich VASILIEV, viaggiò per anni con l’intento di perfezionare la conoscenza delle arti marziali orientali ma anche degli stili di combattimento più classici, dalla lotta greco – romana e stile libero alla boxe passando anche per la scherma.
Il risultato di questi studi cambiò definitivamente il vecchio “Vsebuch” ossia il metodo di allenamento militare voluto da V. Lenin dopo la rivoluzione, nel “Sam”, poi “Samoz” ed infine “SAMBO”.
Ogni tecnica di Sambo era studiata attentamente e finalizzata alle più svariate esigenze della difesa personale: per la Milizia, per la Polizia Segreta, per le Guardie di Confine, per la protezione di singole persone da immediato pericolo, per il personale di ospedali psichiatrici, per gli Ufficiali e per i soldati (con armi e senza) . Inoltre veniva valutato il contesto e l’ambiente in cui era necessario applicare una tecnica: luogo chiuso od aperto, con tanto o poco spazio, con la vicinanza di grossi oggetti come tavoli o piccoli oggetti ma pericolosi, oppure con armi non convenzionali di possibile utilizzo
La situazione politica e la vita dell’Unione Sovietica negli anni della rivoluzione socialista, resero più facile lo sviluppo di uno stile di combattimento avente connotati puramente russi, da qui la rapida diffusione di questa disciplina chiamata Sambo fuori dalle strutture militari.
Così il Governo Sovietico tolse il velo di segretezza che avvolgeva il Sambo per renderlo alla portata di tutta la popolazione civile ove si diffuse la versione sportiva inizialmente chiamata “Lotta – Sambo”.
Tra i fondatori, il più longevo fu A. Kharlampiev, infatti nell’immediato dopoguerra divenne Presidente della Sezione di Sambo dell’Unione Sovietica, vedendo il suo sport ottenere i primi successi in campo internazionale, per questo viene spesso ricordato come il padre spirituale del Sambo.
Il 16 novembre 1938 è considerata la data di nascita ufficiale del Sambo, quando fu riconosciuto come disciplina sportiva dal Comitato Superiore per la Cultura e lo Sport dell’URSS.
Nel 1972 vi fu il primo campionato europeo (Riga) e nel 1973 il primo campionato mondiale (Teheran).
Attualmente la pratica nel mondo è regolamentata dalla F.I.A.S. (Federazione Internazionale Amatori del Sambo) a cui aderiscono 52 federazioni nazionali.


Come ogni federazione internazionale, la FIAS segue le regole dettate dal C.I.O. (Comitato Olimpico Internazionale) www.olympic.org .
Parallelamente al C.I.O. esiste il G.A.I.S.F.(General Association International Sports Federations) www.agfisonline.com , organizzazione collegata al Comitato Olimpico Internazionale, presso la quale sono accreditate le federazioni internazionali di tutti gli sports olimpici e non olimpici.
Il G.A.I.S.F. garantisce sulla serietà dell’attività svolta dalle singole federazioni mondiali, presso il quale l’unica federazione accreditata per il Sambo è la F.I.A.S (Federazione Internazionale Amatori del Sambo) www.sambo.com .
La FIAS è l’unico organo internazionale deputato a regolamentare l’attività del Sambo nel mondo insieme alle federazioni continentali ad essa collegate.

L’Italia è a sua volta rappresentata presso la FIAS dalla F.I.L.S. (Federazione Italiana Lotta Sambo) www.filsambo.it .
Ogni anno viene celebrato un campionato mondiale per ogni classe di età: Cadetti (16-18 anni), Juniores (19-20 anni) e seniores (adulti oltre i 20); c’è anche un campionato del mondo masters riservato agli oltre 35 anni.
Stessa organizzazione vi è per il campionato continentale (europeo, asiatico, panamericano ed africano).
E’ importante precisare che tutte le suddette manifestazioni agonistiche sono sia maschili che femminili e che vi sono 9 categorie di peso per ogni fascia di età. Esistono anche numerosi Tornei internazionali, 5 dei quali sono considerati professionali di categoria “A”.
Vi sono anche manifestazioni agonistiche per i minori di 16 anni.

(tratto da www.filsambo.it)

Regolamento agonistico

MaterassinaFormulato per dare all'incontro sportivo le caratteristiche di uno scontro reale. Un sambista deve prevalere sull'altro buttandolo a terra, senza limitazioni di prese, con l'unico vincolo di mantenersi attivo durante l'incontro, possibilmente ottenerne la resa prima del limite grazie ad una leva articolare alle braccia od alle gambe, che metterebbe l'avversario realmente fuori combattimento.

Area di gara

I due sambisti iniziano il combattimento al centro della materassina.
La durata del combattimento è:
  • 5 minuti effettivi per i maschi juniores e seniores;
  • 4 minuti effettivi per le femmine juniores e seniores;
  • 3 minuti effettivi per le classi esordienti e cadetti m/f.
Fuori Fuori Fuori Durante la lotta in piedi s'interrompe quando un sambista mette un piede fuori dalla linea rossa di pericolo; mentre nella fase del combattimento a terra si interrompe quando l'azione non è più attiva oppure quando un sambista ha metà del corpo fuori dalla suddetta zona.

Abbigliamento

Due sambisti, uno vestito di rosso e l'altro di blu, indossano:
  • una giacca (Kurtka), simile ad una moderna giubba, con due spalline e dei passanti per infilarvi un'apposita cintura;
  • calzoncini corti elasticizzati (Shorti) del colore del Kurtka;
  • delle apposite scarpette (Sambofki o Barzofky), fatte in pelle morbida senza gomma od eventuali altri materiali rigidi.
Kurtka Sambofky Shorty

Punteggio

La vittoria anzitempo, oltre che per una leva articolare, è aggiudicata se chi esegue la tecnica effettua un'ampia e proiezione a terra dell'avversario con velocità e controllo, rimanendo lui stesso in equilibrio sui due piedi. Chisto!Quando, durante la medesima tecnica, l'esecutore perde l'equilibrio appoggiando una qualsiasi parte del corpo a terra, ottiene 4 punti; a secondo di come cade l'avversario, si attribuiscono 4 punti, 2 punti od 1 punto. Si può ottenere un vantaggio anche mantenendo l'avversario con la schiena a terra e controllandolo con il proprio petto al di sopra della cintura. Questa forma di immobilizzazione applicata per 10 secondi vale 2 punti e per 20 secondi 4 punti, oltre i quali va risolto l'incontro con una leva articolare od una presa dolorosa. Perchè afferrare l'avversario con una presa di sottomissione durante un combattimento da strada, non garantisce la soluzione favorevole dello scontro. Con l'immobilizzazione non si possono ottenere più di 4 punti per ogni incontro. Nell'incontro sportivo è attribuita la vittoria per netta superiorità tecnica, quando si ottengono 12 punti di vantaggio . La sanzione viene data quando un sambista, dopo un primo vviso dell'arbitro, mantiene un comportamento scorretto o passivo. Il richiamo ufficiale corrisponde all'attribuzione di 1 punto all'avversario; al 3° richiamo per passività viene decretata la sconfitta.

Arbitraggio

Il giudice del tavolo centrale coordina lo svolgimento dell'incontro, in particolare si occupa si segnare il punteggio sul verbale di gara, sul tabellone confermando il punteggio all'arbitro di sedia e vigilando sul cronometrista. L'arbitro di sedia convalida il punteggio dell'arbitro centrale, indicandolo con gli appositi segnali. L'arbitro in materassina, oltre ad utilizzare l'apposito fischietto per l'inizio e l'interruzione dell'incontro, dirige l'incontro con i seguenti segnali:

Valutazioni delle tecniche: Vittoria totale

Chisto!prima del limite:
  • Resa dell'avversario per presa dolorosa (leva) od abbandono;
  • Proiezione perfetta sulla schiena od in ponte, rimanendo in equilibrio sui due piedi.

Proiezione perfetta Leva dolorosa

Valutazioni delle tecniche: 4 punti

  • Quattro puntiassegnati quando in una proiezione perfetta, chi esegue la tecnica perde l'equilibrio, appoggiando a terra anche un solo ginocchio.
  • assegnati per 20 secondi di immobilizzazione a terra (non ripetibili nell'arco di un combattimento).
Tecniche da 4 punti

Valutazioni delle tecniche: 2 punti

  • Quattro puntiassegnati quando avviene una proiezione sul fianco, quando chi esegue la proiezione rimane in piedi e chi cade finisce sul petto o sul fondo schiena.
  • quando la proiezione viene fatta sulla schiena ma chi la subisce si trova già in ginocchio e da lì finisce a terra senza sollevamento, oppure chi la esegue comincia la tecnica da terra e vi rimane sino alla fine del gesto tecnico.
  • durante un'immobilizzazione da 10 a 19 secondi
Tecniche da 2 punti

Valutazioni delle tecniche: 1 punto

  • Un puntodato quando durante una proiezione l'avversario finisce a terra in seguito ad un semplice squilibrio ma con controllo;
  • quando viene fatta una proiezione senza controllo e l'avversario riesce a girarsi sulla pancia oppure non appoggia a terra ne la schiena ne un fianco, dimostrando una difesa reattiva;
  • dato quando l'avversario subisce un richiamo ufficiale per passività.
Tecniche da 1 punto

Prese o colpi non consentiti

  • Proiezione a terra volutamente di testa;
  • Testate, gomitate o ginocchiate;
  • Strangolamenti;
  • Prese al volto, alle orecchie o torsioni della testa;
  • Leve alle dita delle mani o dei piedi;
  • Torsioni dei polsi o delle caviglie;
  • Prese al gonnellino basso della giacca, all'interno della manica ed ai calzoncini;
  • Difesa prendendo il telo od altre protezioni della materassina.
Azioni vietate Azioni vietate Azioni vietate Azioni vietate

Da ricordare

Un'immobilizzazione è valida quando l'avversario è schienato e vi è un controllo con il contatto del petto . - Un sambista può ottenere un massimo di 4 punti di immobilizzazione, per tutto l'incontro, anche in azioni diverse. Oltre a questi l'azione di immobilizzazione deve essere cambiata per eseguire una leva.
L'azione per fare una leva può durare 1 minuto, al termine del quale l'arbitro può fare rialzare i due lottatori . Per azione di leva si intende un'evidente iniziativa di forza volta esclusivamente ad eseguire una singola leva al braccio od alla gamba, senza alcuna interruzione nel movimento e nella direzione della forza. Quando chi esegue la leva cambia la tecnica, in una semplice azione di controllo oppure interrompe l'azione per cambiare leva, si ricomincia il conteggio. L'azione di leva viene indicata dall'arbitro centrale con il braccio teso in avanti ed il pugno chiuso.
I punti per le passività vengono dati quando si ha la conferma del giudice di tavolo. Al primo richiamo per passività viene dato un punto all'avversario, al secondo richiamo due punti. Al terzo richiamo ufficiale per passività si perde l'incontro.
Un'azione di attacco da in pedi, può non produrre una tecnica valutabile con un singolo punto, tuttavia la stessa azione viene riscontrata ufficialmente dall'arbitro che la indica come azione attiva. L'arbitro indica l'azione attiva con il braccio piegato ed il pugno chiuso vicino alla spalla. Un'azione attiva può essere valutata anche nella lotta a terra: durante l'immobilizzazione inferiore a 10 secondi e durante un tentativo di leva che viene interrotto dopo un minuto.

martedì 8 giugno 2010

Michele Bottai: un giovane leone delle MMA


Michele Bottai è uno dei volti nuovi delle MMA italiane ed un fighter moderno (leggerete nell’intervista che ha combattuto in quasi tutti gli sport da combattimento). Si tratta infatti di un combattente molto spettacolare, in possesso di una Muay Thai di ottimo livello e di un Grappling in costante miglioramento.
Michele si allena al Kurosaki Dojo di Pisa, sotto la guida di Giannessi e Cecconi.
Appartiene ad una generazione di giovani fighters, mediatici e comunicativi, fedeli agli eventi italiani dove sono nati e cresciuti, ma sempre pronti a testarsi in ogni arena.
Al Dangerous Zone dello scorso Maggio, assieme a Santagostino, ha dato vita ad un match di grandissimo livello spettacolare e tecnico, in una battaglia durata dieci minuti.
Ciao Michele, innanzitutto come stai?
Sono in forma e sto bene, grazie. Pronto per combattere ancora.

Parlaci di te, del tuo background, di come ti alleni e dei tuoi prossimi impegni
Ho 25 anni e pratico arti marziali da sempre.
Dopo molti anni di Karate, mio padre è cintura nera di questa disciplina, sono passato al Pugilato a 13 anni. Dopo poche settimane sono però transitato nella Muay Thai, disciplina che ritenevo mi potesse completare meglio.
Ho cominciato a competere verso fine 2005 nel K1 e nel 2006 è arrivato il titolo italiano Thaiboxe, dopo il quale ho avuto un periodo di stop di 2 anni, a causa di alcuni problemi fisici.
Sono tornato sul ring nuovamente nel 2009, vincendo il titolo italiano K1, periodo nel quale ho incominciato ad avvicinarmi anche alle MMA.
Attualmente ho 26 mach all’attivo, 7 dei quali da professionista con 24 vittorie e due sconfitte.

Incarni l’ideale del fighter moderno. Combatti di K1, di Thai, di Grappling e di MMA. Tra queste quale è la disciplina che prediligi e per quali motivi?
Come agonista ho combattuto in tutti gli stili a parte il Full Contact. Prediligo la Muay Thai o il K1, ma guardo con molto interesse le MMA, che secondo me diventeranno lo sport da combattimento numero uno in Italia.
Il tuo match con Santagostino è stato davvero molto spettacolare. Hai vinto, ma credo che nel Grappling, ad esempio, devi essere più competitivo. Sei d’accordo?
Il mach con Mauro è stato molto bello e duro a livello fisico, senza un attimo di respiro e con continui capovolgimenti. Effettivamente le mie conoscenze del combattimento a terra sono ancora modeste, il minimo idispensabile per non farsi finalizzare ma ancora insufficienti per portare il mio avversario al suolo. Per migliorare sto facendo competizioni di Grappling e credo e spero che il tempo porterà i suoi frutti.

Rappresenti una generazione di fighters di MMA giovane, pronta a farsi onore. Quali sono i tuoi obiettivi da qui a fine anno e quelli a più lungo termine?
Sono un ragazzo umile, per cui mi limito a dare il massimo in ogni competizione che mi viene proposta. Conosco le mie potenzialità, ma non sono un sognatore o uno sbruffone. Mi sacrifico e combatto dando tutto, poi, ovvio, mi piacerebbe fare la carriera di Petrosyan, ma questo è l’obiettivo che accomuna gran parte dei fighters, quindi preferisco stare con i piedi per terra.

Che regime di allenamento segui in vista di un match e con chi ti alleni?
Mi alleno ogni giorno almeno 2-3 ore e sono seguito molto bene dai miei due allenatori Giannessi e Cecconi, ma colgo l’occasione per ringraziare tutti in particolar modo D’Alessio che è l’attuale campione del mondo di shootboxe, Neri,Bacci che mi seguono per quanto riguarda le MMA, e poi Gagliotti che si dedica completamente a me per quanto rigurda la Muay Thai. Il Kurosaki Dojo è una grande famiglia ed una grande squadra!

In che categoria di peso combatti e attraverso quale dieta lo raggiungi?
Il mio peso forma naturale è 70 kg, ma il 12 Giugno sarò in Francia a disputare il titolo europeo di Muay Thai professionisti nella categoria 68kg e scendere di due chili per me non è affatto facile. Seguo una dieta a base di riso integrale e carna bianca, senza condimenti.
Seguire puntigliosamente la dieta è veramente dura!!

Da atleta, che cosa credi si debba e si possa migliorare negli Sport da Combattimento in Italia?
La differenza che più noto rispetto all’estero è la borsa dei match. Qui da noi di fatto non esistono borse, soprattutto se consideriamo i rischi che corrono gli atleti in queste discipline. Qualche soldo sarebbe poi un buon incentivo per invogliare nuove leve.
In secondo luogo la scelta degli accoppiamenti spesso è fatta in modo poco serio ed in maniera squilibrata, senza considerare quanto possa essere pericoloso un accoppiamento sbilanciato.

Hai un ampio seguito di amici e tifosi, cosa rara per chi combatte nelle MMA.  Che cosa ti rende così amato dal pubblico?
Si ho molti fans, a volte mi stupisco anch’io di questo perchè trovo persone che mi riconoscono e mi salutano anche fuori dalla mia città. Queste sono piccole cose, ma sono quelle che ti danno una grande carica, anche nelle situazioni più difficili, come ad esempio nella preparazione dei match.
Credo di piacere al pubblico perchè, come dici tu, rispecchio la tipologia del fighter moderno, che combatte in tutte le discipline, affrontando ogni sfida con estrema grinta e cattiveria “sportiva”, ma allo stesso tempo con umiltà e rispetto per il mio avversario.

Una rivincita con Santagostino?
Una rivincita? Perchè no! Mi sono aggiudicato la vittoria ed è stato un match bello e duro, ma avrei voluto fare di più, quindi non mi sono esaltato per la vittoria…e poi una rivincita non la negherei mai a nessuno
Complimenti a te ed al tuo team. In bocca al lupo per il futuro.
Grazie a te, Dino. CREPI IL LUPO!! Volevo infine ringraziare la mia ragazza, che mi supporta e sopporta durante la preparazione dei miei combattimenti.

lunedì 7 giugno 2010

Alberto Ceppi convocato per gli Europei di Grappling

Comunico con piacere che il nostro Alberto rappresenterà la Nazionale Italiana di Grappling, cat. 60 kg, anche ai prossimi Europei, organizzati in Polonia dal 24 al 26 Settembre.
E' un altro grande risultato per la nostra Accademia, che conclude ed inizia un anno straordinario dal punto di vista dei risultati agonistici.
La dura preparazione per questo appuntamento proseguirà quindi anche nel periodo estivo.

domenica 6 giugno 2010

19 Giugno, 2° Austrian Open di Grappling: anche qui ci siamo

A Dornbirn si svolgerà la seconda edizione dell'Austrain Grappling Open, competizione con GI, NO-GI e COMBAT GRAPPLING.
Ho avuto qualche richiesta, da ragazzi nuovi iscritti, un gruppo "aggressivo" e super-motivato, di poter apartecipare alla gara, ma attendiamo che i tempi siano più maturi e che il loro livello tecnico salga nella giusta misura.
Aderiranno all'appuntamento Andrea Fogà (80 kg I Serie NO-GI) ed Alberto Ceppi (65 kg I Serie GI e NO-GI).
Un'ottima occasione per testare la condizione in un ambiente internazionale, in attesa dei prossimi importantissimi appuntamenti.

venerdì 4 giugno 2010

Migliorare la resistenza

 
I tipi di addestramento per la resistenza su cui un atleta di MMA (ma anche di BJJ e Grappling) dovrebbe focalizzare la propria attenzione sono:

• Resistenza Aerobica - la capacità dei muscoli di lavorare con ossigeno per lunghi periodi
• Resistenza Anaerobica - La capacità dei muscoli sostenere uno sforzo prolungato senza ossigeno.
• Soglia Anaerobica – Intensità dell`esercizio oltre il quale il corpo non consuma ossigeno abbastanza velocemente da sostenere la richiesta di energia. Come risultato, l'acido lattico inizia ad accumularsi rapidamente nei muscoli, accelerando il processo di esaurimento delle forze.
• VO2max - La capacità massima del corpo di un individuo di trasporto e di utilizzare l'ossigeno durante un esercizio intenso e sostenuto, (massimo consumo di ossigeno o capacità aerobica). Fattore che riflette direttamente sulla condizione fisica della persona.
 
Aumentare la resistenza in combattimento

Per aumentare la resistenza in combattimento bisogna lavorare su tre punti fondamentali.
1. Soglia Anaerobica
2. VO2max
3. Relax
 
Aumentare la soglia anaerobica
Per migliorare la propria soglia anaerobica è necessario svolgere degli esercizi a intensità elevata per almeno 2/3 minuti di seguito. Quando sottoponiamo il nostro fisico a tali attività, il nostro corpo impara a far fronte all`aumentare dell`acido lattico. Esercizi più comuni per aumentare la propria soglia anaerobica è qualsiasi tipo di sprint ad alta intensità (corsa o nuoto), circuiti intensivi di pesi e sessioni intensive di combattimento in piedi e al suolo.

Migliorare il VO2max

Al contrario della soglia anaerobica, per migliorare il VO2 Max bisogna sottoporci a lunghi periodi di esercizio fisico intensità inferiore. Il nuoto o la maratona è un ottimo modo per aumentare il vostro VO2max.

Relax

Rimanere rilassati e controllare i nervi svolge un ruolo enorme nella capacità di un lottatore MMA. La capacità di rilassarsi proviene da esperienza e preparazione mentale.
Ecco alcuni suggerimenti fondamentali per aumentare la capacità di rilassarsi prima e durante un combattimento:
1. Combattete duro durante gli allenamenti:, se il vostro allenamento sarà duro, vi troverete bene nel ring. Sfida te stesso e spingi sempre i tuoi limiti fuori dal ring in modo che l`incontro diventi facile.
2. Visualizza l`incontro – Immaginate tutto ciò che riguarda l`incontro, da fasciarvi le mani ad ascoltare la musica preferita, all`ingresso nel ring, il tocco dei guanti iniziale, le prime tecniche e infine la vostra vittoria.
3. Iniziate con poco – Iniziate a combattere facendo un po’ di grabbling o pugilato, questo vi darà il tempo di studiare l`avversario e vi preparerà per l`attacco decisivo. Il modo migliore per allenarsi per un combattimento è eseguire un circuito di esercizi per cinque minuti consecutivi e riposare un minuto. Questo simula il combattimento nel ring con round da cinque minuti con un minuto di riposo. Effettuare tre o quattro circuiti e riposarsi per cinque minuti. Ripetere la routine secondo le proprie capacità Per gli esercizi da eseguire l`importante è essere creativi. Incorporare nel circuito calci e pugni al sacco, manubri, esercizi con partner e esercizi con la borsa di sabbia.
Ricordatevi l`importante e stare in movimento ad alta intensità.


(Fonte: Fight Authotrity - tradotto da mmaitalia.com)

giovedì 3 giugno 2010

Le donne che fanno Arti Marziali: luoghi comuni e certezze.

Ecco un paio di luoghi comuni che circondano l'universo femminile che fa Arti Marziali o Sport da combattimento, sia per desiderio di ottenere benessere fisico in maniera alternativa alla solita palestra di fitness sia per, può accadere, intenzione di provare a misurarsi con gli altri.

1) Le donne che fanno Arti Marziali o Sport da combattimento non sono femminili.


Queste quattro ragazze sono quattro campionesse di Mixed Martial Arts, Muay Thai e Brazilian JiuJitsu.
2) Le donne che fanno Arti Marziali o Sport da combattimento non ottengono risultati paragonabili a quelli maschili



Nel video una giovane campionessa giapponese di MMA, esperta in Sambo e Muay Thai.

Se non credi ai luoghi comuni, la tua scelta sarà probabilmente diversa.