venerdì 30 aprile 2010

Andrea inizia il suo cammino verso le MMA

Andrea si allena da noi dal 5 Ottobre 2009. Ha combattuto in 2 tornei di Grappling ed in uno di Bjj. Ha esordito dopo soli due mesi e mezzo, battendo due avversari ed arrendendosi di misura nei quarti di finale dell'Italian Grappling Open di Milano. Poi, ha battuto 5 avversari e si è aggiudicato il torneo, cinture bianche, del circuito di BJJ Torino Jiu Jitsu Challenge, a 5 mesi dal suo ingresso alla Kama. Ad Aprile ha partecipato ai Campionati Italiani di Grappling, dove ha ottenuto un prestigioso 5° posto.
Nel complesso ha sostenuto 12 lotte, vincendone 9 e e perdendone solo 3.
Questa settimana Andrea ha iniziato ad allenarsi di Boxe, iniziando di fatto la preparazione che lo condurrà all'esordio nelle MMA, entro l'Autunno.
Il nostro alfiere si allena tutti i giorni, integrando Grappling e Bjj con il lavoro in palestra e l'allenamento con i colpi.
Entro l'inizio dell'Estate gli allenamenti cominceranno ad intensificarsi notevolmente, ma intanto già si prepara per almeno un altro paio di competizioni di Grappling e Bjj.

domenica 25 aprile 2010

Il decalogo del Pugilatore

Sii sempre leale e corretto anche con coloro che non lo sono con te.
Dimostrerai, così, la tua distinzione morala e di difenderai da loro.

Come atleta sii sempre coscienzioso e costante nella preparazione. La
prima vittoria devi riportarla su te stesso.
Rispetta sempre l’avversario, non umiliarlo anche se la tua superiorità te lo consente senza rischi.
Sul ring battiti sempre con serietà e consapevolezza, dando tutto quello
che puoi, anche se ti costa pena e dolore.

Se rilevi, nel corso del combattimento, che hai già dato tutto ed il tuo
fisico può incorrere in lesioni pericolose, accetta la sconfitta anzitempo, ti
eleverai moralmente , onorerai lo sport e rimarrai fisicamente integro,
per continuare a batterti ed a rifarti.

Rispetta sempre l’arbitro, il pubblico e coloro che ti applaudono o ti
avversano. Sul ring sei come una divinità che può essere adorata o
negata, pregata o bestemmiata.

Sii forte negli errori altrui e nell’ingiustizia e non farti ragione da solo,
usando la tua forza. Un risultato tecnico ingiusto o sbagliato può darti un
rispetto ed un prestigio maggiori di una vittoria.

Sii sempre onesto, laborioso e serio. Solo così sarai degno di chiamarti
sportivo e di fregiarti col prestigioso appellativo di ‘’pugile’’.

Onora ed ama la tua famiglia, stima i tuoi dirigenti, gli allenatori e tutti
coloro che fanno dello sport e che lo sostengono; rispetta prima e dopo
l’incontro il tuo avversario con serietà, serenità, compostezza ed
umanità.

Non esaltarti nella vittoria r non avvilirti nella sconfitta. Nella boxe la
vittoria tecnica differenzia gli atleti occasionalmente, ma la serietà ed il
rispetto li accomunano e li parificano.

venerdì 23 aprile 2010

E così tu vorresti essere un combattente?

Questo è il racconto di un giovane canadese che, deciso a dedicarsi alle MMA, lascia tutto e decide di allenarsi a tempo pieno.
Questa lettura potrà motivarti, oppure spaventarti. Nel secondo caso, lascia perdere.

Ricordo ancora il debutto della UFC sulla Spike TV. Era il 2005 e lo sport delle MMA (mixed martial arts) esplose nella coscienza sociale del Nord America. Per me fu una vera folgorazione. Vedere quegli uomini sacrificare tutto per avere un'opportunità per realizzare i propri obiettivi fu un'esperienza intensa. Fu allora che mi innamorai di questo sport. Per combattere dovevi essere il più forte, veloce, agile, atletico oltre a possedere una maestria unica in discipline differenti. Per stare in piedi e combattere dovevi essere un mostro. Un vero mostro. Certo gli spettatori considerano i combattenti di basso e medio livello come "cibo in scatola", carne da macello per nutrire gli animali da combattimento che sono ai vertici della loro categoria di peso. Ma dimenticano una cosa però: ogni combattente non è solo il migliore della sua palestra, è il migliore della sua città, della sua provincia e della sua regione. Ogni combattente è davvero un cazzutissimo figlio di buona donna.
Beh, io volevo essere uno di loro. Nel 2008 ho deciso di fare il salto. Ho mollato un lavoro decente e mi sono trasferito ad Ottawa per seguire il mio sogno. Ottawa è un buon posto per le MMA, ci sono palestre piene di gente durissima. Basta con il powerlifting, volevo essere un combattente di MMA! Come maestro scelsi un combattente professionista Craig "Farmer" Brown ed iniziai ad allenarmi alla FIT MMA.
La scuola è un mix di gente con esperienza, di alcuni professionisti e di potenziali talenti. È piccola, ma è una vera famiglia. Craig è un dannatissimo bastardo ed un grande combattente. Recentemente, il 13 giugno 2009 per la precisione, si è battuto in un incontro di W1 MMA.

Gli obiettivi

Perché sto scrivendo questo articolo? Beh, il 28 giugno 2009, si è tenuto un torneo di MMA a Gatineau, una città vicino ad Ottawa. La nostra scuola impone ai suoi ragazzi di combattere in una farm league prima di debuttare come professionisti. Ti devi testare sul campo, combattere. Gli allenamenti non sono sufficienti. Devi provare le tue abilità e il tuo coraggio. Dopo, e solo dopo, ti aspettano le Termopili.
È stato il mio debutto. Avevo un unico obiettivo: dominare la mia categoria di peso. Un piazzamento non era un'alternativa accettabile. Se avessi vinto gli incontri, la mia intenzione era quella di partecipare ad un altro torneo amatoriale entro la fine dell'anno. Le mie aspettative erano alte. Il mio piano per diventare una combattente professionista prevedeva di dominare il torneo, il primo passo del viaggio per realizzare il mio potenziale.
La preparazione al torneo è stata durissima. Io venivo dal powerlifitng, con anni di allenamenti in stile Westside. Ero incredibilmente giù di forma. È stato un processo lungo e faticoso raggiungere certi standard atletici, ma grazie ai principi ed alle sessioni contenute nel libro di Martin Rooney Training for Warriors, i miglioramenti sono stati notevoli. L'Hurricane training è di un'intensità brutale, tanto devastante quanto produttivo. Mai provato nulla di simile.
Dopo mesi di sperimentazione giunsi a definire un programma di forza soddisfacente. Un programma che mi consentisse di migliorare sul ring. Ho lavorato per sottrazione. Tutto ciò che peggiorava le mie performance sul ring veniva eliminato e modificato. Bilanciare le sessioni con i pesi e quelle di MMA, trovare il giusto compromesso è stato davvero complesso. Volevo continuare a staccare, squattare e fare panca perché lo adoravo, ma purtroppo non rappresentavano necessariamente un vantaggio sul ring.
In sostanza ho usato il sistema di Martin per il condizionamento fisico ed una versione modificata del 5/3/1 di Jim Wendler come base del mio programma per lo sviluppo della forza. I requisiti per l'adozione di un programma di forza erano un volume di lavoro non eccessivamente alto e non troppo intenso. Tutto questo per non incidere troppo pesantemente sul mio sistema nervoso e sulle mie capacità di recupero mantenendo e possibilmente migliorando i miei livelli di forza.
Lo dico ora per non doverlo ripetere più: io non conosco alcun segreto, né per la progettazione del paradigma di allenamento definitivo, né per il recupero, né per il condizionamento. Quello che so, è che amo l'allenamento fisico, ed ho una vera passione per quanto riguarda l'apprendimento di tutto ciò che riguarda il mondo della forza e del condizionamento. Non sono un guru. Cerco sempre di essere umile.
So anche un'altra cosa: il momento nel quale inizi a sentirti stanco mentre stai combattendo è il momento nel quale inizi a sentirti vulnerabile. Perdi in sicurezza, ci pensi due volte prima di attaccare perché ti preoccupano i tuoi livelli di energia. È una pessima situazione nella quale ritrovarsi mentre stai lottando per sopravvivere ad un avversario che ti vuole spaccare la testa, sottometterti o spaccarti un braccio con una leva. Per questo devi essere forte, per questo devi essere estremamente condizionato fisicamente e mentalmente.

Il programma

  • Lunedì: 2-3 ore di sessioni specifiche di BJJ e MMA
  • Martedì: 1 ora di MT, con una sessione di pesi 2 ore dopo (sessione A)
  • Mercoledì: 2-3 ore di sessioni specifiche di BJJ e MMA
  • Giovedì: 1 ora di MT, con una sessione di pesi 2 ore dopo (sessione B)
  • Venerdì: sessione sul ring (non strutturata. Di volta in volta poteva concentrarsi sullo sparring, sul lavoro a terra, sulla boxe oppure sul recupero)
  • Sabato: 1 ora di MT seguita da una sessione di 1 ora di MMA (oppure recupero) e da 1 ora, 1 ora e mezza di hurricane training per il condizionamento
  • Domenica: recupero
Note: tutte le sessioni con i pesi le eseguivo con un cardiofrequenzimetro per mantenere la frequenza cardiaca sopra i 160 battiti al minuto. Iniziavo la serie successiva non appena la frequenza scendeva sotto questa soglia. Mi concedevo recuperi più lunghi solo quando dovevo caricare o scaricare il bilanciere. Tutto il lavoro di condizionamento lo svolgevo con il paradenti. Ragazzi, fa tutta la differenza di questo mondo abituarsi a respirare con il paradenti mentre si fa condizionamento. Ho eliminato così una variabile (la capacità di respirare) che mi ha permesso di monitorare i progressi del mio lavoro di condizionamento e come questi impattavano sul lavoro specifico.

Programma di forza

Sessione A

  1. Scatti
  2. Deadlift
  3. Lavoro principale per la parte superiore del corpo: Dip e/o floor press con i manubri
  4. Olympic lift come clean e high pull
  5. Rematore
  6. Lavoro complementare per la parte inferiore del corpo: front squat, Zercher squat/affondi
  7. Esercizi per gli addominali
  8. Foam roller

Sessione B

  1. Scatti
  2. Lavoro principale per la parte superiore del corpo: Military press, lanci con palla medica
  3. Trazioni sia in chin-up che in pull-up
  4. Lavoro complementare per la parte inferiore del corpo: Box jump, affondi con i manubri
  5. Esercizi per gli addominali con il peso
  6. Stretching
Note: gli esercizi con l'etichetta uno venivano eseguiti nelle settimane 1 e 2 del programma. Gli esercizi con l'etichetta 2 nelle settimane 3 e 4.

Sessione A

A) Scatti sul tappeto: dopo il riscaldamento eseguivo degli scatti con una pendenza del 10% e 30 secondi di recupero tra i vari scatti.
Round 1: 9, 10, 11 miglia orarie al 10% di inclinazione per 20-30 secondi
Round 2: 12, 13 miglia orarie al 10% di inclinazione per 15-20 secondi
Round 3: 14, 15 miglia orarie al 10% di inclinazione per 10-15 secondi
Note: cercavo di aumentare di 2-3 secondi la durata dello scatto ogni settimana man mano che si avvicinava il torneo. Tutti gli scatti li eseguivo con il paradenti in bocca.
B) Deadlift
Week 1: 60% x 5, 65% x 5
Week 2: 70% x 5, 75% x 5
Week 3: 80% x 5, 85% x 3
Week 4: 90% x 3, 95% x 1
Note: la riduzione del volume di lavoro mi ha aiutato con il recupero dal momento che impattava di meno sul mio sistema nervoso. Mi ha permesso anche di migliorare i miei livelli di forza.
C1) Floor press con i manubri: le serie consistevano di 8-20 ripetizioni cercando di aumentare sempre il carico.
C2) Dip: cercavo di stabilire un record di parallele a corpo libero oppure lavoravo con carichi basati sul 2RM.
D1) Clean: ogni ripetizione iniziava al ginocchio (hang clean) per migliorare velocità e flessibilità. Le ripetizioni variavano tra le 6 o più di 10 per 2 serie. Nella prima settimana il carico era più leggero per un maggior numero di ripetizioni (ad esempio135 x 10) e la sessione successiva era più pesante (185 x 8 x 2).
D2) High pull: lo schema di carico era il medesimo dei clean.
E) Rematore: usavo qualsiasi variante (bilanciere, manubri, ecc..). Le ripetizioni variavano tra le 8-30 (cercando di utilizzare il metodo "Kroc" L.A.T. almeno due volte al mese) per 2-4 serie.
F1) Front squat: l'enfasi era sul volume e non sul carico: 8-10 x 2 serie come minimo.

F2) Zercher squat o Zercher affondi: stessi parametri usati per il front squat. In realtà gli affondi Zercher erano eseguiti come se volessi eseguire una proiezione di un avversario.
G1) Esercizi addominali eseguiti con la palla medica: ogni volta variavo gli esercizi. L'ultimo esercizio era sempre eseguito su una palla Bosu per migliorare la stabilità.
G2) Grappler twist and grappler Thai knee: li eseguivo in superset. L'obiettivo era quello di aumentare gradualmente il carico. 20-25 ripetizioni x 2-3 serie.
H) Lavoro con il Foam roller: 5-10 minuti.

Sessione B

A) Scatti sul tappeto: stessi parametri descritti in precedenza.
B) Squat
Week 1: 50/55/60% x 2 x 8-10
Week 2: 65 x 5, 75 x 5
Week 3: 80 x 5, 85 x 3
Week 4: 90 x 3, 95 x 1

C1) Military press: settimana 1 con il 5RM, e settimana 2 con il 3RM.
C2) Standing medicine ball: l'obiettivo era il maggior numero di ripetizioni in una frazione di tempo stabilita (serie da 30 secondi x 3-4 serie, 30 secondi di recupero tra le serie).
D) Chin/pull-up: una sessione al mese era eseguita a corpo libero. Consisteva di chin, pull-up, ½ chin, salti alternando la presa. Infine eseguivo del lavoro per la presa camminando. Gli ultimi 2 movimenti li puoi vedere qui:
un'altra sessione invece consisteva in un nuovo tentativo di record a corpo libero, mentre l'ultima era dedicata a chin e pull-up con il peso.
E1) Box jump: l'altezza del box era di 20 pollici. Per rendere le cose più interessanti usavo una palla Bosu come base dalla quale balzare. Dopo un riscaldamento a corpo libero di 10 balzi, eseguivo 2-3 serie da 10 balzi con il peso.
E2) Affondi grappler con i manubri: si tratta di un affondo tradizionale con un twist in stile Training for Warriors.
F) Lavoro per gli addominali con il peso
Week 1 and 2: Addominali Standing cable e leg raise
Week 3: Spread eagle sit-up e leg raise
Week 4: Barbell crunch e leg raise
H) Stretching
Alcune note: il sistema "Training for Warriors" mi ha aiutato davvero moltissimo. Si concentra sull'uso di scatti ad intervalli, su vari movimenti a corpo libero, SPP, movimenti con il bilanciere ed esercizi in stile strongman per migliorare i tuoi sistemi energetici. Martin ha creato un sistema complesso e realmente efficace come testimoniano i successi conseguiti da gente come Ricardo Almeda, Frankie Edgar, Jim e Dan Miller. Il mio consiglio è quello di acquistare tutto il materiale editato da Martin (libro e DVD). Ho provato alcuni drill per migliorare i miei livelli di condizionamento. Alcuni li ho usati come riscaldamento, altri sono diventati parte delle mie sessioni di allenamento. Esistono migliaia di drill per il condizionamento. Ricordati che la migliore arma che hai a disposizione è la tua istruzione. C'è un fondamento di verità in ogni programma che cerchi di eliminare una debolezza, un limite di un atleta. Per cui sii curioso e soprattutto sii critico. Come esiste la verità, esiste anche la spazzatura. Là fuori ce n'è un sacco. Abbi il coraggio di sperimentare. Se una cosa non migliora la tua performance sul ring, rigettala e passa ad altro. Le MMA e il BJJ sono forse gli unici sport nei quali devi competere ogni dannatissima volta che sali sul ring o sul materassino. Educati ed acquista consapevolezza fino ad arrivare progettare i tuoi programmi di allenamento. Se hai la fortuna di avere un coach e/o un maestro, cerca di assorbire la sua conoscenza. Le arti marziali sono innanzitutto un percorso individuale di autocoscienza, ricordalo. Assumiti la responsabilità di determinare il tuo destino. È la strada che ti trasformerà da allievo in maestro. Dopo questo sproloquio, eccoti alcuni esempi di drill di condizionamento:

Riscaldamento: le 6 P

L'allenamento rappresenta uno stress. Se lo gestisci male, non ottimizzando recupero, alimentazione, sonno e riscaldamento (giusto per citare alcuni fattori) l'unica cosa che ti garantisci è un infortunio. Un modo per prevenire infortuni è quella di seguire la regola delle 6 P - proper preparation prevents piss poor performance -: una preparazione adeguata previene perfomance scarse (ndt: certo che in Inglese suona più incisivo).
Personalmente ritengo che la routine di riscaldamento proposta da Parisi sia la più efficace.

Conditioning drill

Un'unica regola: tutto il lavoro di condizionamento va eseguito con il paradenti in bocca. È una regola empirica, siamo tutti d'accordo, ma così ti abituerai a respirare come se fossi durante un combattimento.

Plate push

Ok non hai modo di utilizzare un prowler? Prendi un asciugamano o un materassino, piazzaci sopra dei dischi e spingilo. Come esercizio di condizionamento è letale. Davvero devastante. Prova a spararti 5 serie da 50 metri con un minuto di recupero e poi dimmi. Sempre ammesso che tu riesca ancora a parlare.

Circuito Wrestler

Efficace. Poco altro da dire. Utilizza un carico compreso tra il 70-80% del limite superiore della tua categoria di peso. Esegui il circuito con una transizione minima se non nulla tra i vari esercizi. Questo circuito ti impegnerà tra i 90 e i 120 secondi, che poi è la durata di un round di MMA.
Ad esempio un combattente di 84 kg potrebbe utilizzare un carico di circa 60 kg, per iniziare:
  1. Clean x 5
  2. Romanian deadlift x 5
  3. Front squat x 5
  4. Overhead press x 5
  5. Clean x 5
Cerca di eseguirlo mantenendo tra gli esercizi i tempi di recupero più brevi possibili.

Legal eagle drill

Questo l'ho mutuato dal manuale di preparazione fisica dell'Esercito canadese. Puoi adattarlo agli standard richiesti dall'esercito della tua nazione. Diciamo che è un circuito con cui divertirsi e si presta molto ad essere riadattato a piacimento. Io ti consiglio di inserirlo spesso in modo da valutare i tuoi progressi. Appena riesci a superare il livello standard rendilo più difficile.
  1. 2.5 Km/1.5 mile di corsa con un tempo limite di 11 minuti. Idealmente dovresti scendere sotto i 9 minuti.
  2. 40 o più push-ups
  3. 40 o più sit-up
  4. 5 o più pull-up con arco di movimento completo
Il giubbotto zavorrato diverrà un compagno fedele.

Movimenti composti con il bilanciere

Eccone un esempio:
  1. Deadlift
  2. Romanian deadlift
  3. Shrug
  4. Clean
  5. Upright row
  6. Overhead press
  7. Back squat
  8. Row
Puoi creare le combinazione ed adottare le ampiezze di movimento che preferisci. C'è davvero da sbizzarrirsi. Le regole:
  • Il bilanciere si deve sempre muovere velocemente
  • Esegui tra le 6-8 ripetizioni per serie
Un esempio di circuito (R1 sta per round numero 1, ecc..):
  • R1: Inizia con il bilanciere libero
  • R2: Aggiungi 5 kg
  • R3: Aggiungi altri 5 kg
  • R4: Togli 5 kg
  • R5: Usa il bilanciere libero
Recupera tra i 30 e i 60 secondi.

"Tri-plex" di Louie

Ogni movimento prevede l'esecuzione di una singola ripetizione. Non c'è recupero tra un movimento e l'altro. Ogni movimento inizia con le ginocchia al suolo per migliorare l'esplosività. Il recupero è di 30 secondi.
  1. High pull
  2. Clean
  3. Clean and press

Circuiti a stazione

Inizialmente seguivo il protocollo di Tabata. Poi mi sono orientato verso 50-60 secondi di lavoro intervallati da 10 secondi di recupero. Ecco un possibile esempio di round da ripetere per 3 volte:
  1. Plate push x 30 metri
  2. Medicine ball chest pass x 30
  3. Dumbbell/kettlebell swing x 10
  4. Medicine ball slam x 10
  5. Box jump x 10
Un altro esempio:
  • R1) Dumbbell swing
    One-arm floor press
    Plate push x 50 metri
  • R2) Turkish get-up
    Dumbbell power clean
    Plate push x 50 metri
  • R3) Louie's burpee
    Grappler's lunge
    One-arm clean and jerk
  • R4) Plate push x 3 minuti
Cerca di eseguire ogni esercizio per un minuto con 60 secondi di recupero dopo ogni round. Per gli esercizi iso-laterali esegui per 30 secondi per lato. Questo ti porterà a 3 minuti di round che poi è la durata di un round per i tornei regionali di MMA nel Quebec.
Un altro dei miei favoriti:
  • R1: Dumbbell swing
    Sledge swing
    Plate push
  • R2: Agility shuffle
    Louie burpee
    Box jump
  • R3: Dumbbell power clean
    One-arm floor press
    Half Bosu ball plyo jump
  • R4: Explosive step-up
    Turkish get-up
    Db Snatch
  • R5: Plate push x 30 metri (approssimativamente 30 secondi)
    "Fedor" pogo con un bilanciere da 6 kg x 30 secondi
    (ripeti R5 x 4 volte)
Giuro che è l'ultimo:
  • R1: Dumbbell swing
    Sledge hammer around the world
    Fedor pogo
    Bulgarian split squat
  • R2: Medicine ball alternating push-up
    Medicine ball slam
    Explosive step-up
    Dumbbell clean
  • R3: Louie burpee
    Turkish get-up
    Grappler's lunge
    Russian twist
  • R4: Medicine ball vertical throw
    Box jump
    Agility pad
    Seated good morning

Recupero

Dopo ogni sessione eseguo 5-10 minuti di lavoro con il foam roller iniziando dai polpacci fino ad arrivare ai pettorali ed ai bicipiti.
Il torneo l'ho vinto nella categoria 84 kg. Ho dovuto lottare contro 2 avversari in scontri incrociati con 2 minuti di recupero circa tra un incontro e l'altro. Il primo l'ho battuto alla fine del secondo round. Gli ho causato un problema ad un gomito che l'ha costretto al ritiro. Il secondo l'ho dominato sulla distanza. Ho avuto anche la possibilità di vincerlo per sottomissione ma ho preferito testarmi sulla resistenza. Ho vinto ai punti.
Dopo il torneo ho attaccato a mezzanotte con il mio turno al lavoro come guardia giurata. È stata un'esperienza incredibile. È il viaggio che ti definisce, non la meta. Sono cose che puoi imparare solo se le vivi.

Lezione numero 1: la flessibilità è vitale ed ogni crisi è una sfida.

Sapevo di essere fisicamente forte. Non sapevo quanto fossi condizionato. Mi ero preparato al torneo con 2 sessioni settimanali di condizionamento ed una di forza. La sfida più difficile è stata affrontare il posticipo del torneo di un mese. Dopo una settimana di riadattamento ho scelto di aumentare l'intensità delle sessioni piuttosto che il volume del lavoro. È stata una buona scelta. Durante i match non mi sono mai sentito stanco.

Lezione numero 2: l'istruzione è il deus ex machina della grandezza.

Ho passato ore a studiare e pianificare piani per rientrare nella categoria di peso e "rimbalzare". Il mio primo tentativo mi ha consentito di perdere peso ma mi ha prosciugato a livello di energia tanto da portarmi a perdere un incontro di jujitsu che stavo dominando ai punti. Per il mio secondo tentativo mi sono orientato sul metodo di Matt Kroc che combina saune, docce fredde ed acqua distillata. Una vera odissea. Nel giro di 24 ore sono passato da 90 kg ad 84 per poi ritornare a 90. Davvero stressante, soprattutto a livello mentale.

Lezione numero 3: Preparati, combatti, e prevali.

Per settimane, ho passato ore a visualizzare scenari e possibili dinamiche dei combattimenti. Per ogni possibile sconfitta ho sviluppato una risposta per evitarla. Questo mi ha aiutato ad affrontare la paura del fallimento, a gustare il sapore della paura e fronteggiarlo. Concentrazione sul caos e sua gestione. Ero pronto. Nonostante uno spostamento all'ultimo minuto degli orari degli incontri. La mia categoria ha subito un ritardo di 2-3 ore. Per calmarmi, ogni 30 minuti eseguivo il riscaldamento. Ho ritenuto fosse meglio bruciare un po' di energia e farmi trovare pronto, piuttosto che farmi beccare impreparato. Rotolamenti, tecniche di svincolamento e il Parisi warm up mi hanno permesso di restare concentrato. Ho commesso l'errore di non riscaldare a sufficienza le mani. Cosa che mi tornerà utile la prossima volta.

Lezione numero 4: il viaggio non termina mai. Ogni fermata è un'opportunità per crescere.

Subito dopo aver vinto il torneo, ho perso il lavoro. L'allenamento diventa un altro mondo quando non puoi neanche pagare le bollette. Sei costretto ad affrontare la paura e la frustrazione. Ho trasformato quel periodo in un'opportunità per migliorare la mia istruzione e la mia preparazione. Ho trovato un altro lavoro. È dura, ogni giorno è una lotta, ma il mio sogno si è trasformato da desiderio a un credo. Concentrazione, sacrificio e duro lavoro sono le chiavi per il successo.

Lezione numero 5: se ti alleni per la forza, lascia che definisca ogni aspetto della tua esistenza.

Ho seguito per un po' il programma di Wendler 5/3/1 con ottimi risultati, ma il volume di lavoro per le mie capacità di recupero unitamente agli allenamenti MMA era eccessivo. Questo mi ha indotto a modificarlo., tagliando tutto ciò che non fosse vitale.
Settimana 1
  • Squat e military press, 80% x 5
  • Body weight chin-up x AMRAP (un acronimo che sta per As Many Repetitions As Possible, cioè il massimo numero di ripetizioni possibile) x 4 serie
  • Esercizi addominali con peso, 2-3 serie x 2-3 esercizi
Settimana 2
  • Squat e military press, 90% x 3
  • Chin-up con peso x 3-5 ripetizioni (tentando sempre di stabilire un primato personale per numero di ripetizioni o peso)
  • Esercizi addominali con peso
Nelle terza e quarta settimana ho inserito gli stacchi al posto dello squat. Per la parte superiore mi sono alternato tra dip, floor press e press su inclinata con parametri di carico che si concentravano su un numero di ripetizioni più alto. Alternavo anche il rematore in stile Kroc con i chin-up e chiudevo con il rematore con il bilanciere.
Abbastanza semplice e basilare. Mi sento benissimo e continuo a stabilire nuovi primati personali. Sto lavorando anche con un paio di altri combattenti per sperimentare diversi volumi di lavoro e migliorare i livelli di forza.
Per il condizionamento mi sono orientato sui movimenti base con il bilanciere, alcuni movimenti a corpo libero e gli scatti in circuit che cercano di essere caotici. Questo perché le MMA ti espongono a situazioni caotiche. È la strada migliore? Non lo so, ma su di me sta funzionando.
Combinando metodi differenti, sto imparando ad esprimere potenza in uno stato di affaticamento e passare ad espressioni di pura velocità. Sto ancora sperimentando, cercando di trovare la mia strada.

Lezione finale: c'è sempre una via di fuga.

Impara i fondamentali dell'allenamento per lo sviluppo della forza e poi inizia il tuo personalissimo viaggio. Se hai bisogno di condividere e di discutere non esitare a contattarmi.
Dana white, presidente dell'UFC ha dichiarato: "Lasciate che vi spieghi una cosa. Esiste un'opportunità unica. Se vuoi essere realmente un combattente (hey intendo essere come uno dei ragazzi che sono appesi là sul muro) questa è un'opportunità strabiliante. Non dovrai più preoccuparti delle bollette, non dovrai più preoccuparti di quello che accade là fuori. Noi abbiamo alcuni dei migliori maestri di lotta, boxe e muay thai. Non devi far altro che allenarti e desiderare di diventare il miglior combattente possibile. Capisci che intendo? Quanto vuoi essere duro? Stiamo reclutando i migliori combattenti del paese. Sei uno di loro? Combatterai davanti ad un mucchio di persone. Hai idea dell'opportunità che ti sto offrendo? C'è qualcuno che non vorrebbe essere qui? C'è qualcuno che desidera vincere? C'è qualcuno che vuole combattere? Venite da me. Vuoi essere un fottutissimo combattente? Vuoi essere un combattente? Questa è la domanda"

lunedì 19 aprile 2010

Campionato Italiano di Grappling: Alberto vince, Andrea tra i primi cinque!


 
Alberto ha vinto il suo primo Campionato Italiano di Grappling, consacrandosi come il miglior grappler fino ai 60 kg. Ha battuto due lottatori ai punti, entrambi tra i migliori del circuito (un ragazzo del Rio Grappling ed uno dell'Hung Mun).
Primo match risolto con un single leg, poi pressione dalla mezza guardia e stabilizzazione (ma anche qualche bella difesa su tentativi di finalizzazione), mentre il secondo è stato vinto 8-0, con finalizzazione sfiorata nei 10 secondi finali.
Curiosità: dopo il taglio del peso, Alberto, il giorno seguente, ha recuperato quasi 6 kg.




Per Andrea un altro importante test, risoltosi alla grande. Tra i III serie 80 kg (affollatissima), ha passato il primo tiurno, poi ha battuto il primo avversario con un brabo choke da antologia (davvero una delle finalizzazioni più belle della giornata). Ha poi vinto nettamente il secondo match, facendo punti in piedi e a terra, ma ha perso la semifinale di misura e la finale terzo posto contro un judoka con 25 anni di esperienza nella sua disciplina.

giovedì 15 aprile 2010

Campionati Italiani di Grappling: su Alberto e Andrea si ripongono le aspettative di tutta la Kama

Tra poche ore partiremo alla volta di Santa Marinella, dove, Domenica 18, Alberto nei 60 kg (I serie) e Andrea 80 kg (III serie) saranno ancora una volta sulla materassina per giocarsela alla grande.
Sono le ore della vigilia.
Alberto, reduce dai Mondiali di Grappling di tre settimane fa, ormai divenuto un lottatore conosciuto nel panorama nazionale, ed Andrea, fresco vincitore in un torneo nazionale di Jiu Jitsu, quattro settimane fa, dopo una breve pausa si sono ributtati anima e corpo nella preparazione di questa importante competizione, che li vedrà opposti ai migliori italiani.
Nonostante gli acciacchi di una stagione molto impegnativa, i nostri alfieri arrivano a questo appuntamento in piena forma, non avendo mai saltato una sessione di allenamento, per sei giorni a settimana, oltre le contratture, gli acciacchi e le costole dolenti.
Ci saranno ache stavolta e, ci scommettiamo, lottando alla grande, con il cuore e la grinta che contraddistinguono i nostri atleti!

sabato 10 aprile 2010

Leglocks=Masakazu Imanari

Masakazu Imanari, è un fighter di MMA e di Grappling, particolarmente specializzato nelle chiavi agli arti inferiori, applicate con precisione e ferocia.

Qui "azzoppa" Jean Silva, Cintura Nera di Bjj


 
Qui bracca Jorge Gurgel, un altro top del Brazilian Jiu Jitsu



In quest'ultimo match, applica una "kimura al ginocchio", una tecnica dal nome piuttosto sinistro. Vittima è Mike Brown




Molto spesso, se applicati con padronanza, questi attacchi fanno la differenza...


lunedì 5 aprile 2010

Allenarsi in Brasile

Nel link il report di un praticante Nord-Americano presso una Accademia della Carlson Gracie, a Rio De Janeiro, Brasile.

Di interesse alcuni particolari:


  • Vengono insegnate massimo un paio di tecniche per classe. Maggiore enfasi è data allo sparring
  • Lo sparring avviene in maniera rilassata, senza focalizzarsi troppo su "chi ha finalizzato chi". L'atteggiamento è più vicino ad uno sparring costruttivo che non a "dare tutto o niente"
  • Minore influenza di tecniche di wrestling (si pratica un Jiu Jitsu più "puro")

E' in inglese, ma credo sia ampiamente comprensibile:

http://www.grapplearts.com/BJJ-Training-In-Brazil.html



domenica 4 aprile 2010

Il Sambo


http://www.youtube.com/watch?v=XCCnChieZTc


Igor Kurinnoy, russo, è stato il più grande Lottatore di Sambo di sempre ed uno dei migliori Grapplers in senso assoluto. Il link allegato all'immagine, mostra una lunga serie di tecniche, in piedi ed al suolo, proposte da questo campione. Il Sambo è una desciplina che si "declina" in tre varianti: versione Sportiva (Disciplina di Lotta senza colpi); versione per la Difesa Personale; versione Combat Sambo (con colpi e lotta) Si tratta di un sistema di combattimento molto completo e validissimo anche per la Difesa Personale. Per info e dettagli gsu regole e storia di questa disciplina, guardate qui: http://www.filsambo.it

lunedì 29 marzo 2010

Aberto sconfitto con onore ai Mondiali di Grappling

 
Alberto è stato sconfitto di misura (3-0), contro un avversario greco, che ha poi conquistato il bronzo, nella terza edizione dei Campionati Mondiali di Grappling, svoltisi a Cracovia (Polonia).
Amarezza per una sconfitta contro un lottatore nettamente alla portata del nostro alfiere, ma grande soddisfazione per aver partecipato alla maggiore manifestazione mondiale di Grappling, rappresentando la Selezione Italiana e la nostra Accademia.
Un breve break e di nuovo in pista. Appuntamento i prossimi Campionati Italiani del 18 Aprile!!

mercoledì 24 marzo 2010

Per Alberto è tempo di combattere: in bocca al lupo per i Mondiali di Grappling!!

Dopo l'allenamento collegiale nella Naziomale Italiana di Grappling, svoltosi lo scorso 20 Marzo a Roma, per Alberto sono le ore della vigilia, che lo porteranno a combattere in Polonia nella cat. 60kg, rappresentando l'Italia ai Mondiali di Grappling.



E' una grande impresa la sua ed un grande risultato per tutto il Team.
Dopo nove durissime settimane di allenamento, adesso il primo match da affrontare è quello con la bilancia.
Vi terremo informati su quello che accadrà a Cracovia nei prossimi giorni.

In bocca al lupo!



domenica 21 marzo 2010

Andrea Fogà al Torino Jiu Jitsu Challenge!!


Al debutto nel Brazilian Jiu Jitsu, Andrea travolge tutti e si aggiudica la vittoria nel Torino Jiu Jitsu Challenge, organizzato Sabato 20 Marzo neol capoluogo torinese.

Già reduce dall'ottima prova all'Italian Grappling Open di Dicembre, il nostro lottatore si è dovuto cimentare in una categoria (quella al limite degli 82.3 kg), al cospetto di circa 40 avversari, sui quali è riuscito ad avere la meglio attraverso cinque straordinarie vittorie.

Andrea ha capitalizzato le ore spese sul tatami, tra circuiti di condizionamento, sedute di sparring e lavoro sulla strategia e sulla tecnica, aggiudicandosi tutti i match in maniera imperiosa, conducendoli dall'inizio alla fine ed ottenendo la gran parte dei punti nella seconda parte degli incontri, a testimonianza delle sue eccellenti condizioni fisiche ed atletiche.

Potenti passaggi di guardia, atterramenti (anche un paio di quelli proposti da Giorgio D'Alessandro nell'ultimo seminario -uchi mata e harai-goshi-), monta, back mount e cuore, hanno permesso ad Andrea di aggiudicarsi tutti i match.

Complimenti e grazie da tutti noi!!!

giovedì 18 marzo 2010

E' tempo di combattere


Per Andrea e Alberto sono i giorni di vigilia che li vedranno protagonisti, rispettivamente, al Torino Challeng di Jiu Jitsu ed ai Mondiali Grappling Fila.
Andrea combatterà Sabato 20, Alberto il 27.
Sono i giorni finali di una preparazione che hanno condotto con serietà e scrupolo da professionisti, non mancando mai ad un allenamento e non fermandosi mai un secondo prima dell'ormai celebre "strillo" del timer.
In condizioni di grandi difficoltà contingenti, entrambi hanno buttato sudore e sangue, ammaccandosi tutti i giorni sul tatami, qualche volta infortunati, altre volte con le orecchie bruciate, ma sempre presenti. Tra diete e circuiti ci avete messo il cuore.
Non parlo per loro se dico che il ringraziamento di entrambi è rivolto a tutti coloro che li hanno aiutati in questi due mesi.
Da parte mia vi sono riconoscente per l'attitudine, la tempra ed il coraggio che ci avete messo, per voi stessi e per noi tutti.
Nel Jiu Jitsu, un pò come nella vita, Renzo Gracie usa dire che non si perde mai. Ci sono solo due possibilità: si vince o si impara.
E' tempo di combattere.
In bocca al lupo ragazzi!

domenica 14 marzo 2010

Franz Haller: intervista al pioniere italiano di Kickboxing, K-1 e Muay Thai




Franz Haller è stato molto probabilmente il fighter italiano più rappresentativo nelle discipline da ring della Kickboxing (nelle sue varie accezioni, K-1, Kickboxing pura, Full Contact) e Muay Thai.

Franz vanta una milizia lunghissima, che parte dalla fine degli Anni Settanta e si conclude nel 2001.
Persona di grande umiltà e modestia, che ho avuto modo di percepire personalmente, nelle occasioni in cui l'ho incontrato, Franz Haller è persona di poche parole, ma possessore di una conoscenza profondissima in tutte queste discipline, che ha praticato ai massimi livelli (si aggiunga anche la Savate), divenendo più volte Campione Mondiale ed affrontando sempre i migliori.

Promotore di uno sport "vero" e praticato, ben lontano da propositi commerciali e versioni   "edulcorate", come purtroppo spesso si vede nelle nostre palestre, Franz ci ha rilasciato una intervista, in cui, una volta di più, si evidenzia l'altissimo profilo umano dell'uomo.

Ciao Franz, innanzitutto come stai?
Sto bene , Grazie.
In questi ultimi anni ti sei dedicato alla promozione di eventi K-1. Puoi parlarci della tua organizzazione?
Si,  organizzo una volta all'anno una edizione del K1 Alps Arena, una manifestazione di K-1, incentrata soprattutto sui pesi massimi (www.k-1alpsarena.com) a Bolzano. Prossimo appuntamento a Novembre.

Sei stato uno dei migliori fighters della tua generazione. Quali sono, secondo te, i migliori fighter italiani di Muay Thai/K-1 oggi e i più forti di sempre a livello internazionale?  
Tra i pesi massimi i migliori credo siano Luca Panto' e Fabio Giannasi. Sempre in questa categoria, Rob Kaman ed Ernesto Hoost sono stati, secondo me, i migliori.
Io non facevo parte dei migliori, almeno nel K-1 e nella Thai, forse lo sono stato nel periodo della "Kickboxing Americana".
Come vedi la situazione italiana della Muay Thai e del K-1?
Molto promettente.   
Ad un ragazzo che si presenti in palestra da te che cosa dici e quali consigli ti senti di dare a chi voglia avvicinarsi agli sport da combattimento?
Allenati, divertiti e cresci.
Quali caratteristiche distinguono, a tuo parere, un vero fighter, da un qualsiasi praticante medio?
L'etica.
Parlando di te, sei stato il pioniere della Kickboxing nel nostro Paese, avendo praticato Full Contact, Kickboxing, Muay Thai e K-1. Puoi dirci in quale di queste discipline hai preferito combattere e quale regolamento preferisci?
In passato mi piaceva la Kickboxing Americana, poi la Kickboxing Internazionale che permetteva
i calci in linea bassa, e alla fine la Muay Thai della scuola di Marco De Cesaris.
Oggi mi concentro sulla Kickboxing K-1 Rules.
La tua soddisfazione più grande?
La vittoria su Andre' Mannaart nel Dicembre 1997 a Bolzano.
Stiamo assistendo allo sviluppo delle MMA. Ti sarebbe piaciuto combattere in questa disciplina e che cosa pensi di questo movimento, in generale?
Se avessi potuto avrei anche combattuto di MMA. Ma sono troppo grande di età (51 anni) 
Mi intendo solo di combattimento in piedi, con i guanti da Boxe. Un nuovo movimento e' sempre una 
realta', al di la' del bene e del male. Io potrei solo contribuire in maniera positiva e propositiva.
Segui i combattimenti anche attraverso internet?
Sono in palestra minimo 6 ore ogni giorno e guardo come minimo 1 ora di filmati al giorno.
Negli ultimi anni osservo molto attentamente lo sviluppo delle MMA.
Hai mai pensato di mettere a disposizione la tua competenza nel combattimento in piedi, a favore di lottatori di MMA o preferisci dedicarti esclusivamente a Muay Thai e K-1?
Mi interesso sopratutto di Kickboxing K-1 Rules e dei pesi massimi. Rimarro' sempre
un ignorante di MMA in quanto non posso provarci , una protesi all'anca dal 2001 mi impedisce
di lottare a terra.   
Grazie della disponibilità e a presto!
E' stato un piacere.

mercoledì 10 marzo 2010

Helio Gracie parla dell'epico combattimento con Masahiko Kimura

Questa intervista rivela alcuni tratti della personalità e della storia di Helio Gracie, ma, soprattutto, permette di conoscere un aspetto importante del combattimento: il carattere 

Intervista di Nishi Yoshinori
Dal Kakuto Striking Spirit 1 Maggio, 2002
Traduzione in inglese di Yoko Kondo e in italiano di Guido Vais.
Questa intervista risale al 1994, subito dopo il III° UFC (terza edizione dell'Ultimate Fighting Championship), ma fu pubblicata in Giappone solo nel maggio 2002. Nishi Yoshinori partecipò ad un seminario a Charlotte il giorno prima degli Ultimate. Ciò che rappresentava la novità era proprio il confabulare di Helio Gracie e Nishi.
Quattro giorni dopo, il 15 settembre, Nishi visitò l’Accademia Gracie di Rorion (figlio di Helio) a Los Angeles. Helio lo attendeva, avendo posticipato il ritorno in Brasile. Nishi prese una lezione privata su suggerimento di Rorion. Quando fu terminato questo breve allenamento (di un'ora), Helio mostrò a Nishi rare fotografie del suo combattimento leggendario col maestro Masahiko Kimura. Per maggiori informazioni su di lui, leggete la sua autobiografia "My Judo" o assistete al video del combattimento con Helio Gracie.
Nishi: Che belle foto! Penso che nemmeno la signora Kimura ne abbia di simili! Beh, secondo quali regole fu condotto questo combattimento? Quelle del "vale-tudo"?
Helio: No, quelle del jiu-jitsu.
Nishi: Quindi non ci furono colpi?
Helio: Esatto. Potevamo fare tutto, meno che tirare pugni e calci. Non c’erano punti né limiti di tempo. Ma dopo che ho lanciato la sfida e ci siamo finalmente incontrati, Kimura sembrò molto sorpreso di vedere come ero piccolo (risata). Ma l'organizzazione mi informò che dovevo prima combattere con un judodoista di nome Kato.
Nishi: Allora hai combattuto con un judoka giapponese prima dell’incontro con Kimura?
Helio: Si, pesava 20 kg più di me ed era di costituzione forte, ma fui in grado di vincere, per buona sorte.
(Kato era tracagnotto più basso di Gracie; temporeggiò qualche minuto, poi proiettò nettamente l'avversario con tsuri-komi-goshi; prese coraggio e si ripeté, lanciandolo contro le corde; infine accettò il combattimento al suolo dove venne strangolato (dal filmato si può immaginare con kata-juji-jime) e rianimato dal kwatsu dell'arbitro. Sia Kato, che Gracie e successivamente Kimura si presentano in judogi; n.d.r.).
Rorion: Mio padre finì Kato con uno strangolamento in meno di sei minuti (vedi foto del match). Quindi Kimura accettò la sfida di mio padre. Ma gli amici si opponevano. In particolare sembra che lo zio Carlos non volesse che Helio combattesse.
Nishi: La gente pensava che Kimura fosse qualcosa di più che una sfida per te, sin da prima?
Helio: Non solo gli amici, ma io stesso pensavo che nessuno al mondo avrebbe potuto battere Kimura (ride). In particolare mio fratello Carlos temeva che non mi sarei arreso. Pensava che sarei stato ferito gravemente. Quindi mi diede il permesso di combattere con Kimura solo dopo aver promesso di arrendermi prima di essere ferito. Rammarico? Non ne provai tanto prima che dopo l’incontro. Per me che all’epoca miravo al jiu-jitsu, la paura era superata dal desiderio di sapere cosa mai avrebbe fatto in combattimento un uomo come Kimura. Avrebbe potuto aprirmi le porte ad un mondo sconosciuto. Ho sentito che anche tu sei un tipo di persona così.
Nishi: Si, lo sono.
Helio sembrava sapere che Nishi aveva combattuto con Rickson (negli Open del Vale-tudo del 95, in Giappone, battendolo con hadaka jime nel primo round.) E poi aveva partecipato a eventi di kickboxing e karate. Si percepiva dalle sue parole che Helio apprezzava la personalità di Nishi.
Nishi: Vorrei chiederti qualche particolare prima di passare alla storia di Kimura. Che stile di jiu-jitsu hai imparato?
Helio: Ricordo vagamente che mio fratello Carlos studiava con Konde Koma (Kosei Maeda) (il 'Conte Koma' è il nome di battaglia di Maeda nell'ambito degli incontri professionistici; n.d.r.) intorno al 1914. Comunque io avevo solo 4 anni all’epoca. A dire la verità non ricordo bene che tipo di tecnica insegnasse Koma. Carlos aprì il dojo a Rio quando aveva 25 anni e io guardavo le tecniche che aveva imparato da Konde Koma. Ma continuavo a pensare come un uomo piccolo e debole come me avrebbe potuto vincere affidandosi alla tecnica.
Rorion: Mio padre era ancora giovane per insegnare. Ma un giorno sostituì lo zio Carlos che era in ritardo. Aveva solo 16 anni, ma la sua capacità di controllare l'avversario col minimo sforzo era abbastanza persuasiva da soddisfare gli studenti. Con la tecnica si combatte per 20 o 30 minuti senza affaticarsi. Dopo quella lezione sembra che lo zio Carlos autorizzò mio padre ad insegnare.
Nishi: Così nacque l'odierno Gracie-jiujitsu, vero? Lo stile che il sig. Carlos imparò da Kosei Maeda era incentrato sul "kata"?
(Maeda aveva lasciato il Giappone per l'America intorno al 1906, l'anno in cui Kano convocò al Butokukai la conferenza sui kata del judo, che certamente erano già abbozzati al Kodokan, ma non definitivi; n.d.r.)
Helio: Non c’erano molte tecniche e la maggior parte si basava sulla potenza (Maeda - vedi la sua foto sul libro di Yokoyama - aveva le fattezze di un ercole; n.d.r.). Ma Konde Koma faceva anche combattimenti reali, quindi nel suo insegnamento rieccheggiava l'esperienza di queste situazioni.
Nishi: Si poteva colpire?
Helio: No.
Kosei Maeda conosciuto col nome di Konde Koma era un judoka che lasciò il Giappone per diffondere il Kodokan-judo nel mondo durante l’era Meiji, e fece combattimenti contro stili diversi in ogni paese (il Kodokan finì per radiarlo dai suoi registri). Ma perché chiamò il suo stile jiu-jitsu e non judo in Brasile? Nishi riteneva che il jiu-jitsu introdotto in Brasile potesse essere una variante del judo.
(Maeda passò al professionismo per risolvere la sua vita, perché a quel tempo gli insegnanti di judo erano molto poveri, e forse ebbe qualche rimorso a trascinare il judo, in cui era un rinomato, nel mondo chiacchierato del catch-as-catch-can; forse per questo sentimento di lealtà verso Kano disse sempre che insegnava jiu-jutsu. Ma la tecnica del brazilian-jiujutsu ricorda più il judo del Butokukai che il jiu-jutsu).
Nishi: Il signor Maeda lo chiamò jiu-jitsu e non judo sin dall’inizio?
Helio: Sentivo Konde Koma parlare di jiu-jitsu. In Brasile non conoscevamo nemmeno la parola judo. A quel tempo (quando Konde Koma portò il jiu-jitsu) c’erano molti immigrati giapponesi e i brasiliani erano in buoni rapporti con loro. Ho sentito che spesso aiutavano i giapponesi in molti modi. Quindi penso che ci insegnò il jiu-jitsu tradizionale in segno di riconoscenza (Maeda è ricordato anche come un promotore dell'emigrazione giapponese in Brasile; n.d.r.).
Nishi: Quando il judo arrivò in Brasile non hai avuto l’impressione che fosse simile al jiu-jitsu?
Rorion: Ho la forte impressione che il judo sia uno sport che mira a proiettare l'avversario con forza (il judo del Kodokan trascura la lotta al suolo; n.d.r.). Ma penso che l’arte originaria sia il jiu-jitsu. Quando il Giappone ha perso la seconda guerra mondiale e è stato invaso dagli americani, ha loro insegnato il judo, ma non il jiu-jitsu. Siamo stati fortunati perché abbiamo avuto la possibilità di conoscere il jiu-jitsu prima del judo.
Helio (mostrando approvazione per le parole di Rorion): Non hanno insegnato agli americani il cuore del samurai.
Nishi: Non sembra che il judo vero e proprio vi sia stato mai insegnato. Mi chiedo se Kosei Maeda vi abbia insegnato qualcosa che ha elaborato da solo, chiamandola jiu-jitsu, o se questo stile abbia avuto origine dall'interpretazione di Helio. E’ una cosa che mi interessa molto. E quando ha avuto inizio il "vale-tudo"?
Helio: Quando ho combattuto con un americano del wrestling, che si chiamava Elbert, nel '32, non era vale-tudo, ma un confronto fra stili diversi; avevo 17 anni e lui si riteneva un forte combattente a livello mondiale.
Sembra che Fred Elbert sia arrivato secondo nella categoria dei 95 kg nei campionati mondiali di wrestling 1928 a New York. Questo conferma il racconto di Helio che lo descrive come un gigante di 98 kg; Helio pesava circa 60kg.
Nishi: E il risultato?
Helio (aggrottando le ciglia): Il combattimento cominciò a mezzanotte, e alle 2 del mattino la polizia ci ha fermato.
Rorion: Il combattimento durò 2 ore e 10 minuti. A dire la verità Helio fu fermato dal medico per ferita. E il giorno dopo ha dovuto subire un intervento chirurgico urgente.
Nishi: Sembra…(interrompendosi)… un imprudente...
Helio: Non volevo che si dicesse che avevo abbandonato il combattimento col pretesto dell’intervento del medico. E’ tutto. Comunque mi dispiace di non essere arrivato in fondo.
Nishi: E se il sig. Elbert fosse in buona salute e la sfidasse a riprendere il combattimento oggi?
Helio: Accetteri, sicuramente! (risata). Ma dovrei dargli un vantaggio, perché era assai più anziano di me.
Visto che Helio ha nel combattimento l'attitudine di "vincere o morire", come risulta dalle sue avventure, mi chiedo cosa avvenne quando gettò di sua mano la spugna nel combattimento di Royce, suo figlio, contro Sakabura nel Pride Gran Prix del 2000. Volevo chiederglielo. Ma forse c’era qualcosa di sbagliato nel mio modo di porre la domanda: "Mi dispiace per il risultato di Royce, ma…" e ho dovuto accontentarmi della risposta di Rorion, che faceva da interprete, e disse: "Puoi anche avere l’auto migliore del mondo, ma qualche volta può succederti di sbandare per una foratura. Né Shamrock né Royce hanno perso questa volta" (Helio parla solo portoghese, quindi l’intervista è stata fatta con Rorion a cui le parole di Nishi venivano tradotte in inglese, e poi le traduceva in portoghese per Helio). Comunque ho avuto l’impressione che Helio nutra una grande passione per il combattimento, che manifesta col suo modo di raccontare con parole semplici e chiare, mentre Rorion usa metafore.
Nishi: Sig. Helio, avevi una tecnica favorita al di fuori dal jiu-jitsu?
Helio: Vuoi dire una tecnica di colpi? Ero bravo a tirare calci laterali. Lo facevo a modo mio, cioè colpivo col tallone. Ma non chiedermi di dimostrarlo qui, ora! (ride)
Nishi: No! (ride). Hai detto che lo facevi a modo tuo, ma l’hai preso dal karate?
Helio: Karate? No. Il judo arrivò in Brasile verso il 1950-1960 e il karate più tardi, forse verso il 1970. Quindi non ho avuto l’opportunità di studiarlo. Inoltre quando ho visto il karate per la prima volta, ho pensato che non fosse utile per l’auto-difesa, o l’arte del kakuto (combattimento libero senz'armi; n.d.r.).
Nishi: Beh… quindi pensi che i kakutoka che si basano sui colpi non siano efficaci?
Helio: Di solito non lo sono, o si? Penso che tu lo sappia meglio di me.
Rorion: In un combattimento come Ultimate, tutto ciò che devi fare per togliere efficacia ai colpi è eliminare la distanza. Se ci arrivi, puoi controllare il combattimento.
Nishi: Sono sicuramente uno svantaggio con le regole dell’Ultimate, ma non posso essere d’accordo con voi che sostenete con certezza che non siano utili dal punto di vista dell’auto-difesa, o anche del kakuto. Quindi, quando hai cominciato a combattere coi colpi?
Helio: Non ricordo con chiarezza, ma il jiu-jitsu era considerato qualcosa di orientale, in Brasile, e c’era qualcuno che diceva che poteva battermi in un combattimento da strada, quindi ho accettato di battermi anche con calci e pugni.
Nishi: Incredibile! (ride) Deve essersi pentito amaramente delle sue parole dopo il combattimento. Fu quello l’inizio del vale-tudo?
Helio: Forse è così. Io sono colui che ha iniziato il vale-tudo. Ma non siamo stati noi a chiamarlo in questo modo, è stato un produttore televisivo.
Nishi: Chi è stato?
Helio: Un media-man. Io combattevo contro altri stili per affermare il jiu-jutsu. E vincevo. Il produttore trovava interessanti questi incontri e ha deciso di trasmetterli: il titolo del programma era Vale-Tudo. In seguito la formula diventò l'incontro tra il vincitore di un torneo di jiu-jutsu (dalle cui regole i colpi erano banditi) e un invitato sfidante di un altro stile. Questo programma cominciò nel '60 e diventò molto popolare. Veniva mandato in onda una volta alla settimana.
Nishi: E’ uno dei modelli dell’Ultimate. Comunque sono sorpreso che fosse il nome di un programma televisivo, e che si combattesse il vale-tudo ogni settimana. Che paese incredibile il Brasile!
Helio: Molta gente temeva i pugni. Ma da quando videro gli incontri in TV cominciarono a capire che anche se avevano una loro efficacia potevano essere annullati con tecniche appropriate, e che anche un uomo piccolo come me poteva combattere.
Nishi: Ho iniziato col judo e temevo di prendere pugni. E’ per questo che ho cominciato a studiare i colpi, e continuo a farlo. Sig. Helio, avevi paura di essere colpito dai pugni?
Helio: Se mi tirano un pugno, reagisco e mi cresce il coraggio. Ma sento anche dolore (ride). Quindi ho sviluppato un modo di combattere che evita di prendere pugni.
Nishi: Prima assumi la posizione per evitare i pugni, poi dai pugni al tuo opponente quanto vuoi.
Helio: E’ così (ride)
Nishi: E le proiezioni? Neanche le proiezioni sono efficaci?
Helio: No, possono essere molto efficaci in certi casi. Ho un ricordo intenso della proiezioni spaventose di Kimura. E’ stato impressionante vedere Kimura mettere k.o. l’avversario con una proiezione. Quando fu deciso che avrei combattuto con Kimura stavo attento alle sue proiezioni.
Nishi: Potresti raccontarmi altri dettagli sul combattimento col maestro Kimura?
Helio: Certo! All’inizio ho attentamente cercato di trovare un'apertura, ma sono stato sotto il suo controllo da quando ci siamo avvicinati. Non ho avuto nemmeno il tempo di fare una presa che lo controllasse. Ciò che sono riuscito a fare a mala pena era di evitare la sua piena proiezione mantenendomi rilassato e cercando di deviare una parte della sua potenza, così è successo che mi ha seguito a terra. Mi ha portato a terra e mi ha immediatamente preso in strangolamento. Era difficile resistere. Sentivo che stavo per svenire e mi chiedevo se avessi dovuto battere come avevo promesso a Carlos.
Nishi: ?
Helio: Beh, è una cosa che non ho raccontato a nessuno. Sembra che io sia svenuto mentre pensavo cosa fare (arrendermi o no).
Naturalmente Nishi fu sorpreso a sentire questo. Ma ciò che fece più impressione era lo shock dipinto sul volto di Rorion.
Helio: Se Kimura avesse continuato a strangolarmi sarei morto. Ma visto che non mi arrendevo Kimura lasciò andare lo strangolamento e passò alla tecnica successiva. Una volta libero dallo strangolamento il dolore della leva successiva (ude-garami; n.d.r.) mi ha risvegliato, e ho continuato a resistere. Kimura non ha mai saputo che mi aveva fatto svenire. Se fosse stato possibile mi sarebbe piaciuto ricordare con lui il combattimento e raccontargli questo.
(Succede. Lo scrivente ricorda il combattimento con un altissimo e allampanato marsigliese, allievo di Jean Zin, al Palaghiaccio di Milano, dove quell'avversario applicò kensui-jime sollevando in tachi-waza una gamba attorno al mio collo e poi portandomi al suolo. Svenni due volte e il sig. Ken Noritomo Otani, che arbitrava, lo sapeva bene, ma attendeva il tempo giusto per interrompere l'azione e il movimento mi faceva rinvenire. Vinsi per o-uchi-gari, ma qui la cosa non è pertinente).
Nishi: Lo dirò certamente a sua moglie.
Helio: Grazie. Comunque Kimura era forte… forte e gentiluomo. Mi diceva in giapponese nelle orecchie: "Bene, bene" mentre mi prendeva in leva il braccio. Non capisco quella lingua, ma stranamente la sua voce mi incoraggiava. Mi ha dato forza (ride). Poi gli chiesi spiegazioni. Mi ha risposto: "Stavo ammirando il tuo cuore".
Nishi: Anche Kimura nel suo libro parla del combattimento col sig. Helio, e dice che hai uno spirito molto forte.
Helio: Anche lui. Penso di avere ricevuto l’autentico spirito del samurai da lui. Forse ero un giapponese in una vita precedente.
Nishi: A proposito, cosa dovrei fare del mio progetto? Sono venuto per fare un incontro con uno dei Gracie, ma nella conversazione col sig. Helio ho toccato il cuore di cui parla il maestro Kimura. Ora ho un maestro di più, sig. Helio. Forse ero un brasiliano in una vita precedente.
Helio: Grazie. Se continui ad allenarti sarai il campione in un torneo di jiu-jitsu in Brasile, di sicuro. Età? Nessun problema. Io ho 82 anni adesso ma le arti marziali sono una ricerca che riguarda la vita intera.
Io non ho nemico. Faccio della disattenzione il mio nemico.

domenica 7 marzo 2010

 

In adesione alle richieste che durante tutta questa stagione sono pervenute, abbiamo deciso di aprire un corso che permetta di avvicinarsi alle MMA.
Le MMA richiedono l'allenamento su più discipline, per cui, obiettivo di questo corso sarà quello di fornire la conoscenza della disciplina in senso globale, apprendendo i movimenti e le basi di un regolamento che comprende fasi di lotta e colpi.
Chi poi vorrà allenarsi con obiettivi agonistici potrà farlo, unendosi agli altri ragazzi della Palestra che già si stanno preparando in funzione del combattimento.
Il corso sarà il Mar-Ven dalle 21 alle 22, ma, per tutti, sarà possibile, in abbinamento, praticare il Brazilian Jiu Jitsu (che è una disciplina studiata nelle MMA) nell'ora precedente, dalle 20 alle 21.
Nelle MMA si impara a lottare e colpire, sia in piedi che al suolo, sviluppando forza e resistenza.
Informazioni: info@accademiakama.com

venerdì 5 marzo 2010

18 Aprile 2010: 3° Campionato Italiano di Grappling


Il prossimo 18 Aprile, a Santa Marinella (Roma), avrà luogo il terzo Campionato Italiano di Grappling-Fila, a cui sono tutti invitati a partecipare, considerato che, tra le novità di maggiore interesse, vi è l'introduzione della terza serie (per grapplers di esperienza inferiore all'anno di pratica e/o cinture bianche di Bjj). 

Tutte le info sul sito della Federazione (www.figr.it)

sabato 27 febbraio 2010

Un nome per una risposta a tanti alibi: Frank Van Hove

Sono stanco.. mi sono allenato poco..sono infortunato..lavoro troppo per potermi allenare..la mia ragazza non mi farà andare..non sono ancora pronto..

Questa è la risposta che Frank Van Hoven dà a tutti questi alibi e, in fondo, a queste piccole ipocrisie.

Buona visione